LE PORTE DEL BORGO

In occasione del decennale dell’inaugurazione della nuova sede della Clinica Merli abbiamo deciso di festeggiare questa importante ricorrenza con una mostra che,

sia per la scelta dell’artista che per il soggetto, rendesse omaggio alla nostra città ed alla sua storia, rimanendo in questo modo coerenti con la nostra visione e sensibilità.

Individuare l’artista è stato facile in quanto Giorgio Salvatori, per capacità ed originalità, ha dato prova in varie occasioni di essere fantasioso, creativo e singolare. Il percorso invece che ci ha portato all’individuazione del soggetto della mostra è stato sicuramente più complesso, ed il tema della “Porta” ci ha convinti per vari motivi.

Innanzitutto perché queste non sono porte qualsiasi ma le “Porte” delle case, un tempo abitate dai pescatori del Borgo di San Giuliano, uno dei quartieri più autentici, suggestivi ed antichi della città.

È sufficiente passeggiare per le sue strette vie e piazzette, tra le basse case decorate con suggestivi murales per immergersi in unmondo felliniano popolato dai personaggi dei suoi film surreali ed onirici che, ad ogni angolo di strada, ci fanno capolino: Gelsomina, Gradisca, la Volpina. Poi, ritrovare le “Porte” che Giorgio Salvatori ha saputo fermare, con i suoi scatti d’artista, nell’istante perfetto in cui la giusta quantità di luce dà forma ai colori esaltando la bellezza di quell’attimo unico, altrimenti fuggente, fermandolo nel tempo.

Ma la porta può assumere un significato che metaforicamente ci conduce alla nostra attività di “medici della bocca”. La bocca quindi percepita come porta d’ingresso del corpo che quotidianamente è oggetto della nostra attenzione e del nostro impegno.

Ed ancora la Bocca ci svela lo stato d’animo, la bocca che bacia, che sorride, che canta, che parla è la nostra “Porta”. È il nostro luogo di passaggio. È la parte di noi che ci svela agli altri e vorremmo che, come le belle porte di Giorgio Salvatori che seducono a guardarle, anche i sorrisi di coloro che si rivolgono a noi siano resi altrettanto incantevoli e seducenti.

 

di Monica, Aldo e Mauro Merli

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